CUCINA
E DINTORNI...

La ricetta dell’Erbazzone
si compone di tre parti, una relativa alla realizzazione del
ripieno, l’altra relativa alla realizzazione della pasta
e l’ultima relativa al decoro dello stampo.
Le quantita’ segnate servono alla realizzazione di un
erbazzone delle dimensioni di cm.30 x cm.40.
Per
il ripieno
• 4/5 buste di Sio Pek (dipende dalla consistenza dei
mazzetti e dalla grandezza delle foglie verdi);
• 1 confezione di prezzemolo – english parsley
( oppure una manciata se non lo si trova confezionato);
• 1 cipolla e uno spicchio di aglio
• 1 confezione di ricotta
• 1 cucchiaio da caffe di sale fino
• 100 g. di formaggio Grana (Parmigiano Reggiano) grattato
• 1 uovo intero
Per
la pasta
• 300 g. di farina comune
• 60 g. di burro
• 1 cucchiaio di olio (cucchiaio da minestra)
• Acqua minerale gassata quanto basta ( e di solito
ne basta poco meno di un bicchiere da tavola).
Per
il decoro della pasta
• 30 g. di lardo macinato ( qui non mi pare che ci sia
ma un qualche sapore omologo e’ rintracciabile tra le
diverse forme di bacon in circolazione)
Come si proccede per il
ripieno:
Lessare le bietole cinesi per circa 30 minuti dopo averle
liberate del gambo bianco in modo da avere un composto il
cui colore sia marcatamente verde. (le foglie sono piu’
tenere e piu’ digeribili dei gambi anche se meno ricche
di fibre).
Lasciarle scolare qualche minuto aiutandole con le mani o
con un cucchiaio di legno.
In una padella versare 6 cucchiai di olio d’oliva –
extra vergine e’ meglio - , una cipolla , il prezemolo
e l’aglio tritati e le bietole anche esse sommariamente
tritate.(cipolla aglio e prezemolo tritati con macchina, le
bietole con pazienza a mano).
Fare rosolare (cioe’ insaporire in modo che il composto
risulti il piu’ possibile asciutto alla vista) per 10/15
minuti.
Salare (con il cucchiaino da caffe’)
Dopo avere preparato la pasta, riprendere il composto che
nel frattempo si sara’ un poco intiepidito, ed aggiungere
la ricotta, 1 uovo e il formaggio grana.
Amangamare il tutto ed assaggiare: se occorre aggiustare di
sale.
Come
si procede per la pasta:
In una ciotola versare la farina , l’olio, il burro
sciolto ( a bagnomaria e’ meglio ma non indispensabile)
e aggiungere l’acqua non tutta in una volta ma per gradi
, fino ad ottenere un composto solido, capace di stare .....unito.
Lavorare un poco la pasta con le mani su una asse di legno
per favorire la amalgama del burro che diversamente tende
a rendere un po’ ...sgriciolona la pasta.
Il calore delle mani rendera’ la pasta elastica e morbida.
Come
assemblare il tutto:
Imburrare la teglia nella quale si dovra’ fare cuocere
l’erbazzone.
Dividere la pasta in tre parti e prenderne due.
Amangamarle e stenderle a mano con la cannella in modo che
la pasta cosi’ tirata assuma la forma dello stampo in
cui andra’ posta avendo cura di mantenere i bordi leggermente
abbondanti rispetto allo stampo stesso.
Deporre la pasta cosi’ tirata nello stampo in modo da
foderarlo.
Forare leggermente la pasta con una forchetta per evitare
che si gonfi troppo in cottura.
Versare all’interno il ripieno e adagiarlo in modo uniforme
(se serve, anche usando le mani).
Prendere l’ultimo pezzo di pasta e tirarlo il piu’
sottile possibile, aiutandosi con l’uso di molta farina
per non rompere la pasta stessa: deve raggiungere una dimensione
di 5 cm. per parte almeno piu’ abbondante della dimensione
dello stampo in cui e’ stato riposto il ripieno.
Quando la dimensione e’ raggiunta, infarinare abbondantemente
la pasta cosi’ ottenuta e ......accartocciarla senza
paura: non si attacchera’!
Riaprirla delicatamente e disporla......disordinata a copertura
dell’impasto.
Forare qua e la’ con
una forchetta e aggiungere a pezzettini il lardo sulla intera
superficie dello stampo.
Mettere in forno pre riscaldato a 180/200 gradi per 45 minuti.
Sara’ cotto quando assumera’ un bellissimo colore
marrone caldo e quando avra’ sparso per tutta la casa
il suo profumo.
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Alcune note per gustarlo meglio.....................
Lo si puo’ preparare
e poi riporre in freezer. Basteranno solo pochi minuti in
piu’ di cottura e il risultato sara’ uguale.
Nelle terre di Emilia lo
si mangia con gli affettati e spesso in tavola lo si accompagna
con il gnocco fritto.
Il vino che lo accompagna
e’ il lambrusco ma e’ comunque gustosissimo con
un prosecco.
E’ un antipasto appetitoso
ma saziante. Per questa ragione non e’ un piatto povero
ed e’ considerato una portata completa .
E’ un piatto tipico
della tradizione contadina emiliana che le nonne tramandano
ai nipoti: per questa ragione, oltre ad essere un piatto carico
di storia, e’ un piatto carico della storia della famiglia
che lo cucina. Ci sono varianti territoriali significative
e legate, non casualmente, alla storia dei patti agrari che
legavano le famiglie emiliane alla terra.
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